Società Operaia “Torquato Tasso”

Torquato-Tasso

La sede è in via Cesare Battisti

Telefono: 097524178 – 3389266494

Le Società Operaie di Mutuo Soccorso
Sorgono nell’Italia Meridionale, nel periodo post unitario del Regno d’Italia.
Per ciò che riguarda il Vallo di Diano, vengono a inserirsi in una realtà sociale, che già conosceva altre forme solidaristiche, le quali o erano legate alle pubbliche istituzioni (congreghe di carità, monti frumentari) o derivavano dalle esigenze locali.
Queste, a loro volta, potevano rappresentare momenti occasionali (la “giornata a rendere”, nel periodo di mietitura, di vendemmia, di uccisione del maiale, di tosa delle pecore) oppure assumere forma associativa stabile (“mannara”, “società degli animali”).
La “mannara” era una società cooperativa di produzione tra piccoli proprietari di vacche, i quali conferivano, a turno, la produzione quotidiana del latte a uno di loro, per consentirgli di caseificarlo.
La “società degli animali” era una società di mutuo soccorso, che consentiva ai proprietari di animali vaccini, che avessero avuto la sventura di perdere un capo di bestiame, di ricevere un aiuto finanziario dagli altri soci.
Queste forme associative locali servivano a gestire la realtà economica esistente, non avevano in sé alcun progetto di diversa realtà politica.
Le società operaie, accanto a finalità solidaristiche di mutuo soccorso, rivelano intenti politico-sociali, che derivano dalle ideologie del Risorgimento.
Alcune di esse si richiamano specificamente a principi mazziniani. La Società Operaia “T. Tasso” di Sala Consilina nominò presidente onorario Giuseppe Garibaldi.
I soci ordinari erano, per lo più, artigiani e commercianti, che formavano la maggioranza degli iscritti.
A essi si affiancavano pochi soci onorari, che rappresentavano i notabili del posto e spesso erano anche capi elettori di qualche deputato.
Attraverso i notabili, confluivano posizioni politiche nell’ambito di queste associazioni.
Al momento delle elezioni, in assenza di partiti politici organizzati, l’uno o l’altro candidato si serviva della società operaia come punto di appoggio.
Tra gli intenti della società operaia c’erano: il mutuo soccorso in caso di malattia e inabilità al lavoro e l’istituzione di cooperativa per l’acquisto di generi di consumo, di semi, antiparassitari e attrezzi agricoli, per il miglioramento della “classe operaia”, l’istruzione e l’educazione dei soci, per l’elevazione intellettuale e morale della stessa, al fine, in certi casi, di combattere “il fanatismo e i pregiudizi religiosi”.
Va anche sottolineato il rapporto con le Società di operai emigrati nel Nord e Sud America: per Sala Consilina, Sassano, Sant’Arsenio e Teggiano.
Negli anni ‘20, per effetto del clima politico creato dal regime fascista, si perdono le tracce di molte di queste società.
Altre vengono costrette a confluire nei “dopolavoro”, con tendenziale disposizione favorevole al fascismo, o a sciogliersi.
Va anche sottolineato un tratto distintivo di rilevante importanza per la diversa caratterizzazione ideologica delle società. Difatti, c’è chi si distingue per spiriti laici e chi per ispirazione cattolica.

Storia della Società Operaia “Torquato Tasso”
Riassumere brevemente la storia della Società Operaia “Torquato Tasso” di Sala Consilina, non è stata cosa da poco né facile, in quanto le persone e le vicende di questo Sodalizio s’intrecciano e si vincolano, in vario modo, con la storia sociale, amministrativa e politica della città di Sala Consilina.
All’indomani dell’unità d’Italia, nelle zone in cui si era sentita maggiormente la presenza ed il peso del nuovo sistema amministrativo e politico del Regno d’ Italia, trascorsi alcuni anni in attesa delle migliorie esistenziali vagheggiate, ma purtroppo non realizzate, le classi sociali meno protette e più bisognose di lavoro per la propria sopravvivenza, si resero conto che non era più possibile modificare lo stato delle cose, che si era man mano consolidato.
Forme di insurrezione non erano più possibili, sia per le feroci e sanguinose repressioni, sia perché non vi era un partito, una persona, dotata di carisma aggregante.
Inizia, a questo punto, a manifestarsi un fenomeno di emigrazioni di grandi gruppi di lavoratori agricoli e di operai generici, verso i territori delle Americhe.
Le promesse preunitarie di riforma agraria e di ridistribuzione di terreni da lavoro, disattese dalle classi politiche, servirono a spingere le popolazioni dei piccoli centri del sud dell’Italia, dalle aree del nord est, poi dalle città, laddove esistevano maggiori difficoltà alla sopravvivenza delle classi più deboli, verso paesi d’oltreoceano.
Le classi operaie, artigiane (di artisti e di industrianti, come si definivano) per le quali il peso della mancanza di lavoro era meno diretto, sentirono la necessità di trovare forme di aggregazione, aiutandosi vicendevolmente.
Sicuramente vi furono in questa fase aiuti organizzativi ed anche economici da parte di persone illuminate e lungimiranti che constatarono l’importante perdita di risorse umane, con conseguente ulteriore impoverimento dei territori e diedero impulso e sostegno alla creazione di associazioni di tipo mutualistico.
Lo scopo principale era quello di migliorare il grado di istruzione dei lavoratori, per combattere l’analfabetismo e lo stato di soggezione nei confronti di istituzioni, che per secoli avevano amministrato, anche dispoticamente e con oscurantismo, le popolazioni.
Il giorno 26 ottobre 1867, un gruppo di lavoratori salesi (48 cittadini, rappresentanti le più diverse attività lavorative dell’epoca) decidono di fondare un’associazione intitolata al grande poeta rinascimentale Torquato Tasso.
I motivi della scelta del nome del poeta sorrentino, non sono chiari. A far decidere su questa attribuzione potrebbe essere stata la grande popolarità che il Tasso e la sua opera più importante, la “Gerusalemme Liberata”, godeva presso le classi lavoratrici.
Il periodo di maggior sviluppo, anche sotto l’aspetto numerico dei soci, si ebbe verso la fine del secolo XIX, con un fatale declino alla fine degli anni ‘20 del secolo successivo.
Tutte le associazioni, in quel periodo, confluirono per motivi politici nei “dopolavoro fascista”, previsti su tutto il territorio nazionale.
Il primo presidente della Società Operaia fu Francesco Antonio Rossi, che esercitava la professione di farmacista e ispettore onorario dei monumenti e scavi, conducendo per molti anni la direzione del sodalizio.
Tra le figure di spicco del secolo XIX, va segnalato Giuseppe Garibaldi, primo presidente onorario, di cui si conserva, nell’archivio storico, una sua lettera autografa, inviata da Caprera, di ringraziamento per l’alto riconoscimento attribuitogli.
Nel 1981/82, proprio in occasione del centenario della morte di Giuseppe Garibaldi, la Società organizzò, nella sua sede, un ciclo di conferenze d’ispirazione risorgimentale e meridionalistica.
Presidente ad honorem, fu anche Domenico De Petrinis, sindaco di Sala Consilina, deputato del Regno e persona di grandi mezzi economici e di grandi meriti.
Alla sua opera politica, in quel periodo va attribuita la realizzazione di una grossa arteria di collegamento tra la Strada Statale delle Calabrie e il centro storico della città, la casa comunale, ma, soprattutto, la realizzazione della tratta ferroviaria che collegava il Vallo di Diano, con i suoi paesi, alla rete ferroviaria nazionale.
La Società Operaia, nel corso della sua lunga esistenza, ha registrato la presenza delle personalità cittadine più importanti, ricoprendo cariche o incarichi più o meno significativi.
All’inizio del secolo scorso un numero consistente di salesi emigrati negli Stati Uniti, costituirono un’affiliazione della Società Operaia “Torquato Tasso”, con sede a Mulberry Street nel cuore di New York.
Con la collaborazione, soprattutto economica, di questi soci si realizzarono importanti iniziative sociali e opere significative di tutela del patrimonio storico ed architettonico della città.
La sede della Società Operaia, sita per molti anni nel palazzo Grammatico, dopo aver cambiato altre sedi, è ora ottimamente sistemata in via C. Battisti in locali restaurati, nel palazzo già dei De Vita, una costruzione realizzata alla fine del XVII secolo, e che conserva intatti elementi decorativi e architettonici di notevole interesse.
Lo statuto in vigore è quello del 1908, che fa esplicito riferimento alla data di costituzione del 1867 “in virtù dello Statuto fondamentale del Regno”.
Con l’avvento del fascismo, tra il 1923 e il 1929, molti soci si dimisero. Alcuni di essi diedero origine al “Fascio dei lavoratori”, altri ancora confluirono nell’ opera nazionale dopolavoro.
L’ultima notizia certa sull’esistenza della Società Operaia, in periodo fascista, risale al 1928, quando furono eletti a cariche direttive i seguenti soci: cav. Francesco Pernetti, presidente; Rubens Volpe, segretario; Antonio Fina, tesoriere.

Edmondo Iannicelli

Edmondo Iannicelli

Nel dopoguerra, il 4 agosto 1946, è risorta, unica tra le società operaie del Vallo di Diano, per iniziativa di Edmondo lannicelli, che aveva recuperato e custodito gelosamente tutto ciò che costituiva il patrimonio storico del Sodalizio.
Edmondo lannicelli, nato a Sala Consilina 1’ 11 dicembre 1884 e morto ad Agropoli l’8 settembre 1952, si distinse come amministratore del comune di Sala Consiina e come socio della Società

Antonio Gesummaria

Cono Cantelmi

Operaia. Fu consigliere comunale nel 1920/21, ricoprendo la carica di assessore supplente prima e di assessore effettivo poi.
Fu presidente della Società Operaia nel 1921 e consigliere l’anno successivo. Attualmente il figlio, cav. Nicola, ricopre la carica di Direttore a vita.
Fece parte del comitato eletto il 6 maggio 1920, per raccogliere i fondi per l’erezione del monumento ai caduti della prima guerra mondiale.
Come si è detto, a lui si deve la riorganizzazione della Società Operaia dopo la caduta del fascismo, che aveva sciolto le associazioni non governative.
Difatti, per sua iniziativa, nell’agosto del 1946, si riunirono, al n. 4 di via Roma in Sala Consilina, i primi soci: Antonio Gesummaria, Cono Cantelmi, Luigi Zirpoli, Antonio Rofrano, Michele Casale, Francesco Sollitto, Pietro D’Alto, Antonio Pericolo, Giuseppe Busato, Antonio Santarsiere, Michele Coiro, Salvatore La Vista, Pasquale Russo, Sigismondo Magaldi, Giuseppe Proto, e Michele Pompa e decisero di riprendere il cammino interrotto per 15 anni.
In quel momento tutti i nuovi soci, autotassandosi, riuscirono ad acquistare un immobile da destinare a sede del Sodalizio.
Nella sede sociale attuale, di proprietà, del Sodalizio, ubicata nello storico palazzo De Vita, si conserva un patrimonio notevole di alcune migliaia di volumi e di documenti dell’archivio storico della Società, conservati sin dal momento della sua fondazione; va sottolineato che il Sodalizio disponeva del primo centro di lettura del territorio e aveva propri insegnanti, per i corsi di alfabetizzazione dei propri soci.
E’ importante anche la ricca pinacoteca donata dal dott. Ugo Lo Bosco, socio onorario.
Il Sodalizio dal 1986 è inserito, con Decreto Regionale, tra gli Enti culturali di rilievo della Regione Campania, per gli interessi e le attività culturali.
Il mutuo soccorso si concretò, come risulta da ricevute ed atti di archivio, in sussidi per malattia dei soci in relazione allo stato di bisogno, per impedimento al lavoro dovuta a malattie gravi e vecchiaia, per sostegno alle famiglie dei soci defunti, per partecipazione alla istruzione scolastica ed altro. Esistono ancora agli atti, registri di una scuola serale, come è pure documentato il collegamento assistenziale con altre società operaie.
Il sodalizio possiede un archivio della documentazione dalle origini ad oggi con repertorio cronologico dei singoli atti, ordinato all’inizio degli anni ottanta dal segretario Franco Perrone. Si segnalano in particolare ricevute di versamento dell’attività mutualistica e corrispondenza con soci, con altre società ed anche con personaggi illustri, nonchè registri dei verbali delle riunioni.
Come si evince dalla corrispondenza, il Sodalizio dovette godere di una certa preminenza rispetto ad analoghe istituzioni anche al di fuori del Vallo di Diano.
Venuta meno la pratica del mutuo soccorso, è rimasta la tradizione dei festeggiamenti del 1° maggio.
Negli ultimi anni la “Torquato Tasso” è cresciuta notevolmente, contando fino a 450 iscritti, distinti tra soci ordinari, benemeriti ed onorari.
Presidente attuale è Michele Calandriello, segretario Antonio Wancolle.
A loro vanno riconosciuti notevoli meriti, sia per la loro capacità, che per l’instancabile impegno profuso a favore del Sodalizio. Il merito più importante che va riconosciuto a loro, è stata la capacità e tenacia che hanno portato a riunire, in un’unica associazione, le Società Operaie della Campania, delle Puglie e della Lucania, oltre ad altre, riuscendone a fissare la sede presso il Sodalizio a Sala Consilina.
(Fonte: cav. Nicola Iannicelli – Direttore della Società Operaia “Torquato Tasso”)

 

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